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Intervento chirurgico di sutura del tendine di achille, errata ricostruzione e danno permanente

Il seguente caso riguarda, nell’ambito della chirurgia ortopedica, la comune ipotesi di mancata ricostruzione del tendine di achille lacerato.

Tale intervento, di assoluta e riconosciuta semplicità, non viene spesso eseguito a regola d’arte determinando l’inizio di una serie di traversie mediche e, purtroppo, anche giudiziarie, per chi si trova ad essere vittima del danno.

Il Caso

A seguito di una caduta il Sig. X veniva ricoverato presso l’Istituto Y in Milano, per essere sottoposto ad intervento chirurgico di tenorrafia (ossia sutura del tendine di Achille sinistro).

Dalla diagnosi precedente all’intervento si riscontrava la presenza di un trauma contusivo-distorsivo dell’ articolazione tibiotarsica di sinistra.

In sede ecografica emergeva, inoltre, una rottura sottocutanea completa del tendine di Achille. Pertanto, Il Sig.X veniva sottoposto al primo di una lunga serie di interventi al fine di ottenere la sutura del tendine.

Decorso il lungo periodo di circa tre mesi di riabilitazione, il paziente, così come prescrittogli, cominciava a praticare nuoto a ritmi assolutamente blandi e non certo agonistici, al fine, esclusivamente terapeutico, di ottenere il completo recupero fisico dell’arto operato.

Tuttavia, a causa del persistente dolore al tendine interessato, il Sig. X, eseguiva una nuova ecografia di controllo del tendine sinistro operato.

Dal referto di tale ecografia risultava una rottura del tendine sinistro di 2,5, cm.

In seguito a tale gravissima situazione di fatto dalla quale emergeva la persistente rottura del tendine, il Sig. X veniva ricoverato nuovamente presso il medesimo Istituto, e nella medesima data del ricovero, veniva sottoposto ad un nuovo intervento di sutura più rinforzo con prelievo di fascia lata.

A seguito della rimozione del tutore si sottoponeva a FKT prescritta.

Eseguita anche questa necessaria seconda fase di riabilitazione, a seguito del secondo intervento il Sig. X continuava ad accusare dolore in sede di intervento oltre a riscontrarsi edema, tumefazione con secrezione purulenta e febbre.

In presenza di tale condizione fisica, il Sig. X si recava al pronto soccorso per essere sottoposto ad evacuazione di 40 cc di materiale purulento al medesimo arto sinistro operato, oltre ad essere riscontrato un tramite fistoloso. Tale condizione fisica rendeva necessario un terzo ricovero presso la medesima struttura ospedaliera per un terzo intervento.

Si svolgeva un nuovo esame ecografico del tendine pluri operato da cui emergeva un’ interruzione a tutto spessore del tendine con rottura dei monconi di ben 5 cm (il tendine, quindi, era del tutto rotto ed il distacco dei monconi, rispetto al precedente intervento era aumentato, da 2.5 cm. a 5 cm.). Veniva, altresì, riscontrata la presenza di abbondante materiale infettivo.

Una volta dismesso, dal certificato medico rilasciato emergeva che l’infezione aveva determinato il riassorbimento del tendine stesso con conseguente zoppia alla deambulazione, impossibilità alla corsa, al salto e difficoltà alla guida dell’auto.

Infine, sempre nel medesimo certificato si indica la necessità di procedere a nuovo intervento, ossia il quarto, per procedere a plastica ricostruttiva con tendine da cadavere.

Dopo tale diagnosi, il Sig. X, a seguito della lunga serie di interventi subiti ed alla luce degli esiti dei medesimi, si recava presso lo Studio legale Naso, al fine di intraprendere le congrue procedure finalizzate ad ottenere il giusto risarcimento per il gravissimo danno subito conseguentemente agli interventi al tendine d’Achille sinistro, che certamente integrano una colpa professionale.

Successivamente, a cura di medico legale specializzato indicato dallo Studio legale Naso, veniva redatta opportuna perizia medico legale dalla quale emergono, obbiettivamente, le gravi negligenze degli operatori sanitari convenuti, a danno del Sig. X.

Con lettera raccomandata, a firma dell’Avv. Massimiliano Naso, indirizzata rispettivamente all’Istituto, nonché agli operatori sanitari coinvolti, veniva contestata, formalmente, ogni responsabilità per il danno subito dal cliente nonché avanzata contestuale richiesta risarcitoria.

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2 Commenti a “Intervento chirurgico di sutura del tendine di achille, errata ricostruzione e danno permanente”

  1. gustavo rcolano Scrive:

    ho letto questo messaggio e mi trovo anch’io in questo situazione
    e un anno che sto facendo ancora interventi all’
    ricostruzione
    plastica e giovedi faccio un’altro intervento

  2. Paolo Scrive:

    Non è possibile conoscere l’istituto dove è avvenuta l’operazione, così se dovessi essere operato al tendine d’achille eviterò di andarci?

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