Un errore medico dell’equipe ospedaliera causa l’amputazione dell’avampiede
SCRITTO DA: admin 1 Commento 04/11/2011
Vorrei raccontarvi la mia personale esperienza: un errore medico dell’equipe ospedaliera.
Si tratta di un tipico caso di negligenza e trascuratezza dell’equipe medica dell’ospedale, che mi ha provocato oltre la perdita dell’avampiede, danni e sofferenze psicologiche che si potevano benissimo evitare.
La storia ha inizio nel 1999 quando a causa di un dolore al secondo dito del piede destro mi fu diagnosticato il Morbo di Buerger, successivamente, dopo l’esecuzione di tutti gli esami, mi asportarono la ferita in data 5 gennaio 2000, mi venne collegato un neurostimolatore spinale e una volta dimesso mi fu consigliata l’O.T.I.(Ossigenoterapia iperbarica).
Quattro anni dopo, nel 2004, lo stesso dolore, ma al primo dito del piede sinistro mi portò in pronto soccorso, a cui seguì un ricovero urgente per eseguire un esame angiografico, dato che ero affetto dalla sindrome di Buerger. Fu rimossa la ferita in data 22 novembre 2004 e nel frattempo ero sottoposto ad O.T.I..
Nel 2006, il dolore si estese a tutta la gamba destra e la diagnosi fu chiara e semplice: tromboflebite. In seguito a successivi controlli mi fa diagnosticata una “Tromboflebite della safena interna coscia sinistra arteriopatica cronica burgeriana“.
I problemi si verificarono a distanza di due anni, nel 2008, quando in seguito al dolore al primo dito del piede destro mi recai sempre nel medesimo reparto di chirurgia vascolare a Salerno, dallo stesso medico che nel 1999 mi diagnosticò la patologia. In questa circostanza la diagnosi mi spiazzò: il dottore parlò chiaramente di amputazione della gamba. Avvertii sin da subito una lieve scocciatura da parte del medico, quasi non mi volesse più sottoporre alle cure precedenti (O.T.I. e asportazione ferita).
Mi rifiutai chiedendo il ricovero e l’applicazione della Ossigenoterapia Iperbarica.
Era aprile, e fino a ottobre non mi ricoverarono, nonostante il dolore diventava sempre più forte e il dito più nero.
Un dolore che durò in tutto sei mesi e si concluse con l‘amputazione del primo dito del piede destro, e la successiva amputazione dell’avampiede in quanto, a detta del dottore, “la ferita non cicatrizzava”.
A distanza di qualche giorno dalle dimissioni in ospedale, ricominciò il dolore forte e lancinante. Le cose coninuavano ad andare peggio: la ferita non si rimarginava, il dolore era fortissimo, e alle mie preghiere e richieste di ricovero e applicazione della terapia, risposero sempre con l’amputazione alla gamba, cosa per altro che avevo sempre rifiutato.
Il 19 gennaio 2009 fui ricoverato d’urgenza presso una clinica privata a Vicenza con la seguente diagnosi: “Deiscenza di ferita chirurgica su pregressa amputazione avampiede destra con esposizione ossea e sovraposta cellulolinfagite da pseudomonas aeruginosa in paziente con malattia di Buerger.”
Nonostante io abbia perso l’avampiede, cosa per altro che si poteva benissimo evitare, ora ho risolto parzialmente i miei problemi trovando un centro specializzato e composto da professionisti seri che mi hanno curato con pazienza e soprattutto sottoponendomi alle cure adeguate alla mia patologia.

8 Dicembre 2011 alle 17:52
Mi dispiace molto. Dovresti denunciare quel medico di Salerno e mandare questa lettera a tutti i giornali. Noi paghiamo con le nostre tasse questa gentaglia.